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iOS 26.6 beta: ecco la novità nascosta nel codice di Apple

A circa due settimane dal rilascio delle versioni stabili 26.5, Apple ha messo a disposizione degli sviluppatori le prime beta di iOS 26.6, iPadOS 26.6, macOS Tahoe 26.6, watchOS 26.6, tvOS 26.6, visionOS 26.6 e HomePod Software 26.6. A differenza dei cicli di aggiornamento precedenti, che avevano portato qualche novità più tangibile, stavolta il focus sembra essere quasi interamente su stabilità, prestazioni e sicurezza. Il che ha senso, perché nei primi giorni di giugno l’attenzione si sposterà inevitabilmente sulle versioni “27” dei sistemi operativi, attese durante il keynote di apertura della WWDC.

Per chi volesse provare le nuove build, il percorso è quello classico. iOS 26.6 e iPadOS 26.6 si scaricano dalle Impostazioni, sezione Generali e poi Aggiornamento Software. Per macOS Tahoe 26.6 bisogna invece passare da Impostazioni di Sistema, Generali e Aggiornamento Software, con l’opzione Aggiornamenti beta attiva. Anche watchOS, tvOS e visionOS seguono lo stesso schema tramite le rispettive app Impostazioni. Per accedere basta un account developer gratuito, nulla di più.

Il limite dei contatti bloccati e la gestione delle chiamate indesiderate

Una delle poche novità emerse scavando dentro la prima beta di iOS 26.6 riguarda il limite dei contatti bloccati. Nel codice è stato individuato un avviso che dovrebbe comparire quando si raggiunge il numero massimo di contatti o numeri bloccati. Il messaggio recita “Limite dei contatti bloccati raggiunto” e suggerisce di rimuovere un contatto bloccato dalle Impostazioni per poterne aggiungere altri. Apple non ha mai documentato ufficialmente un tetto preciso, ma in passato diversi utenti hanno segnalato problemi dopo aver bloccato circa 20.000 numeri, mentre altri hanno riscontrato difficoltà già attorno agli 8.000 o anche con soglie inferiori. Non è chiaro se iOS 26.6 modifichi effettivamente il limite tecnico oppure si limiti a rendere più comprensibile una restrizione che già esisteva sotto traccia.

La gestione resta comunque manuale, e questo è un punto dolente. Per rimuovere vecchi numeri bloccati bisogna andare in Impostazioni, App, Telefono e Contatti bloccati. Da lì si può scorrere a sinistra su ogni voce oppure entrare in modifica, toccare il pulsante rosso con il segno meno e confermare lo sblocco. Non esiste ancora uno strumento per eliminare più contatti bloccati in gruppo, il che diventa particolarmente scomodo quando la lista è molto lunga. Va detto però che con iOS 26, Apple aveva già introdotto strumenti più pratici per ridurre il disturbo delle chiamate indesiderate senza dover bloccare manualmente ogni singolo numero. La funzione “Chiudi il motivo della chiamata” invia in segreteria le chiamate da persone non presenti nei Contatti, permettendo al chiamante di indicare il motivo della telefonata. In alternativa, le chiamate da numeri sconosciuti possono essere silenziate direttamente, e i messaggi vocali relativi filtrati in un elenco separato nell’app Telefono.

Maps Blastdoor: un nuovo livello di sicurezza per Mappe

L’altra novità interessante emersa nella prima beta di iOS 26.6 riguarda Mappe. Dal confronto con iOS 26.5 è stato individuato un nuovo framework chiamato “Maps Blastdoor”. I dettagli tecnici sono ancora pochi, ma il riferimento a Blastdoor è significativo. Il nome richiama il sistema introdotto da Apple con iOS 14 per proteggere iMessage dagli exploit zero click. Nel caso di Messaggi, Blastdoor funziona come un ambiente isolato che analizza, converte e valida dati non attendibili in arrivo, impedendo che contenuti malevoli possano raggiungere altre parti del sistema operativo. La protezione si basa su restrizioni sandbox e su controlli mirati a ridurre il rischio che un attaccante sfrutti dati ricevuti tramite canali esterni.

Applicato a Mappe, un meccanismo simile potrebbe servire a trattare in modo più sicuro informazioni e contenuti gestiti dall’app, anche se Apple non ha ancora fornito alcuna spiegazione pubblica su Maps Blastdoor. Per il momento il riferimento resta circoscritto al framework individuato nella beta: non c’è una nuova funzione visibile né un’opzione attivabile dall’utente. È comunque un segnale del lavoro interno portato avanti da Apple sulla sicurezza di Mappe, in una versione che per tutto il resto mantiene un profilo decisamente conservativo.

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