Gli esperti di sicurezza informatica stanno iniziando a sollevare preoccupazioni riguardo alla privacy mentale, minacciata dallo sviluppo dell’AI cognitiva. L’intelligenza artificiale sta infatti trovando applicazione non solo nei nostri smartphone e computer, ma anche nell’analisi dei segnali neurali, nella creazione di modelli comportamentali e nell’anticipazione dei pattern decisionali.
I cambiamenti nel paradigma tecnologico
Secondo gli esperti di Kaspersky, ci troviamo davanti a un significativo cambiamento di paradigma. Ora i sistemi non solo elaborano dati, ma iniziano a interagire con la cognizione umana. Anche se attualmente non sono in grado di comprendere o decodificare esattamente i pensieri umani, possono influenzare comportamenti e decisioni attraverso suggerimenti, personalizzazione e controllo.
Rischi per la privacy mentale
Questa avanzata tecnologia rappresenta una concreta minaccia alla privacy mentale. Gli esperti vedono un rischio reale e crescente sia a livello di sicurezza informatica sia socio-tecnico, anche se scenari più estremi restano per ora ipotetici.
I rischi dell’AI cognitiva secondo Kaspersky
Kaspersky ha identificato quattro principali rischi emergenti per la sicurezza e la privacy mentale:
- Social engineering sempre più complesso e ingannevole
- Manipolazione cognitiva che influenza l’opinione pubblica
- Profilazione che favorisce abusi predittivi
- Integrazione delle interfacce cervello-computer con l’IoT
L’opinione degli esperti
Teresa Potenza, giornalista specializzata in IA responsabile, ha sottolineato come il vero rischio risieda nella capacità dell’AI cognitiva di modellare le nostre menti in modo silenzioso. Sostiene che la regolamentazione deve difendere l’autonomia umana, favorendo una tecnologia che serva le persone, non il contrario.













