Lo “spoofing”, una tecnica di falsificazione numerica utilizzata ampiamente nelle chiamate commerciali sospette, ha un impatto significativo sugli utenti. Questa pratica ingannevole consente di modificare il numero di telefono che appare sul display del destinatario, creando l’impressione che la chiamata provenga da una fonte affidabile, spesso con un prefisso italiano.
L’intervento di Agcom e le sanzioni
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha sanzionato due società italiane, Retelit Digital Services e Tekmind, con una multa complessiva di 822.500 euro per non aver implementato i controlli richiesti sulle numerazioni telefoniche. Retelit dovrà affrontare una penalità di 700mila euro, mentre Tekmind pagherà 122.500 euro. L’assenza di monitoraggio adeguato, iniziato con segnalazioni da novembre 2025, riguarda particolarmente l’uso non autorizzato dello spoofing telefonico.
Le reazioni delle aziende sanzionate
In risposta al provvedimento dell’Agcom, Retelit ha espresso sorpresa per la decisione comunicata, sia in termini di risultato che di entità. L’azienda ha sottolineato la propria limitazione a fornire numerazioni in uso ad altri operatori autorizzati, senza eseguire attività di telemarketing tramite call center per la vendita dei propri servizi.
Impatti e misure di prevenzione
Agcom ha introdotto filtri avanzati per combattere lo spoofing, bloccando circa 192 milioni di chiamate dall’estero con numeri italiani nei primi otto mesi del 2026. Sono state fermate in media 790mila chiamate illecite al giorno. Rispetto al periodo precedente l’introduzione di queste misure, le chiamate irregolari sono diminuite del 95%, passando da 26,8 milioni a 1,2 milioni giornalieri.











