Apple dovrà affrontare una nuova battaglia legale negli Stati Uniti. L’azienda è infatti al centro di una class actionavviata nello Stato dell’Illinois, dove viene accusata di raccogliere dati biometrici attraverso l’app Foto senza aver ottenuto il consenso informato degli utenti. Se la causa dovesse concludersi a sfavore della società di Cupertino, il valore complessivo della richiesta di risarcimento potrebbe raggiungere i 32,5 miliardi di dollari.
La vicenda riguarda le funzionalità di riconoscimento delle persone presenti nelle immagini archiviate sugli iPhone.
Nel mirino il riconoscimento facciale dell’app Foto
Secondo quanto riportato nell’azione legale, l’app Foto analizzerebbe automaticamente i volti presenti nelle immagini per creare una sorta di impronta facciale associata a ciascuna persona immortalata. Una volta raccolti abbastanza campioni, un algoritmo utilizzerebbe queste informazioni per riconoscere automaticamente i soggetti presenti nella libreria fotografica.
La denuncia sostiene inoltre che questi dati vengano conservati direttamente sul dispositivo e che fotografie e informazioni collegate possano essere sincronizzate tra più dispositivi tramite iCloud.
I potenziali utenti coinvolti sarebbero circa 6,5 milioni nel solo Illinois, cifra che spiega l’entità della richiesta economica avanzata nei confronti di Apple.
Apple difende la propria tecnologia
L’azienda ha cercato di ottenere l’archiviazione del procedimento, contestando l’interpretazione dei ricorrenti. Secondo Apple, le informazioni utilizzate dall’app Foto non costituirebbero veri e propri identificatori biometrici.
La società sostiene inoltre che i dati impiegati per organizzare automaticamente gli album fotografici siano progettati nel rispetto della privacy, non consentano di ricostruire il volto di una persona e non siano collegati direttamente al nome o all’identità dell’utente.
Nonostante questa linea difensiva, la causa è andata avanti. A giugno un giudice ha stabilito che il procedimento possedeva i requisiti necessari per essere trattato come azione collettiva. Successivamente, il 30 giugno, la Corte d’Appello del Settimo Circuito degli Stati Uniti ha respinto il ricorso presentato da Apple.
L’azione legale prosegue quindi sulla base dell’Illinois Biometric Information Privacy Act, normativa in vigore dal 2008 che impone alle aziende di ottenere il consenso prima di raccogliere o condividere dati biometrici, oltre a prevederne la corretta conservazione e successiva eliminazione. La stessa legge è già stata applicata in passato anche nei confronti di Facebook e Google per casi analoghi.










