L’euro digitale sarà emesso dalla Bce, al pari delle banconote, e manterrà il valore dell’euro fisico: dieci euro digitali corrisponderanno a dieci euro in contanti. Questa moneta rappresenta il denaro della banca centrale, a differenza di carte e app di pagamento che coinvolgono banche e società private.
Si distingue da Bitcoin e altre criptovalute, il cui valore fluttua, così come dalle stablecoin, che rimangono prodotti di aziende private. In 13 su 21 paesi dell’eurozona, i pagamenti con carta utilizzano circuiti internazionali, e l’adozione dell’euro digitale potrebbe ridurre questa dipendenza.
Progressione del progetto
Il progetto dell’euro digitale ha iniziato il suo percorso nel 2021 e ha attraversato diverse fasi di preparazione tecnica. A ottobre 2025, la Bce ha avviato il passaggio successivo del progetto. A giugno, si sono fatti ulteriori progressi, con un focus ora sulla parte legislativa: Parlamento europeo, Consiglio e Commissione stanno lavorando sul regolamento necessario.
L’obiettivo è di completare questi lavori entro il 2026, con una sperimentazione attesa per la seconda metà del 2027, coinvolgendo 36 operatori europei, compresi nomi italiani come Poste Italiane, UniCredit, Banca Sella, Nexi e Satispay. La prima emissione è prevista per il 2029.
Utilizzo quotidiano
Per pagare con l’euro digitale, sarà necessario aprire un portafoglio elettronico presso una banca o un intermediario autorizzato. Sarà possibile ricaricarlo senza costi, convertendo euro del conto in euro digitali e viceversa. Ogni wallet avrà un codice Din personale, simile all’Iban. Nei negozi, i pagamenti si effettueranno avvicinando al Pos lo smartphone o una carta dedicata.
Gli esercenti che accettano pagamenti elettronici accetteranno anche l’euro digitale. Il servizio di base sarà gratuito per i cittadini, utilizzabile anche per acquisti online e trasferimenti di denaro tra persone, senza preoccupazioni per l’app utilizzata dall’interlocutore.
Funzionalità offline e limiti
Tra le novità, c’è il pagamento offline: le transazioni si salvano nel wallet e si registrano alla prossima connessione del telefono. È prevista anche una carta fisica per chi non è a suo agio con gli smartphone, e il sistema includerà chi non ha un conto corrente. Non sarà obbligatorio usarlo, poiché il contante resterà disponibile.
Il wallet avrà un limite di 3.000 euro per persona, pensato per prevenire il deflusso di troppi risparmi dalle banche. Questo limite permette comunque spese più consistenti, con il wallet collegato al conto per prelevare l’importo mancante automaticamente. Gli euro digitali non generano interessi.












