Il settore dello streaming torna al centro dell’attenzione delle autorità americane. Netflix è finita sotto la lente del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che ha avviato una indagine preliminare legata alla possibile acquisizione di Warner Bros. Discovery. L’obiettivo è capire se l’operazione possa alterare gli equilibri del mercato e ridurre in modo significativo la concorrenza nel lungo periodo.
Il controllo del Dipartimento di Giustizia e i timori sul mercato
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il procedimento sarebbe ancora in una fase iniziale e potrebbe estendersi fino a un anno, anche se in casi simili i tempi risultano spesso più brevi. Il Dipartimento di Giustizia USAvuole verificare se Netflix abbia messo in atto pratiche anticoncorrenziali o se l’eventuale integrazione con Warner Bros. Discovery possa favorire una situazione di monopolio nello streaming in abbonamento.
La normativa statunitense sul libero mercato è particolarmente severa quando si tratta di operazioni che rischiano di concentrare troppo potere nelle mani di un singolo soggetto. Per questo motivo, l’attenzione non riguarda solo Netflix: lo stesso approccio viene applicato anche alla proposta presentata da Paramount, anch’essa oggetto di valutazioni analoghe.
Le possibili conseguenze per Netflix e per l’industria
Se l’indagine dovesse evidenziare comportamenti problematici, il percorso verso l’acquisizione di Warner Bros. Discovery potrebbe complicarsi sensibilmente. Il rischio, per Netflix, non si limita al singolo dossier: l’analisi del Dipartimento potrebbe offrire una visione più ampia del modo in cui la piattaforma gestisce i rapporti con i concorrenti, aprendo scenari meno favorevoli anche su altri fronti.
Un dato pesa più di altri. Netflix e HBO Max, piattaforma di Warner Bros. Discovery, arriverebbero insieme a controllare circa il 30% del mercato statunitense dello streaming in abbonamento, una quota che giustifica l’attenzione dei regolatori.
Dal canto suo, l’azienda mantiene un profilo rassicurante. L’avvocato Steven Sunshine, citato dal Wall Street Journal, ha spiegato che non sarebbero arrivati avvisi formali su un’indagine per monopolizzazione e che la collaborazione con il Dipartimento resta costruttiva. Il DOJ, invece, ha scelto di non commentare.
Non è escluso che anche i regolatori di Europa e Regno Unito decidano di approfondire l’operazione, ampliando ulteriormente il perimetro dei controlli.

