C’è aria di novità in casa Google e, come ogni anno, l’attesa per il modello della serie “a” è altissima. Il colosso di Mountain View si appresta a lanciare il nuovo Pixel 10a, l’erede naturale di quel Pixel 9a che ha saputo conquistare chi cerca concretezza. La filosofia di base non cambia di una virgola: offrire l’esperienza Android “pura”, quella pensata direttamente dai creatori del software, in un pacchetto semplice, immediato e senza fronzoli. La vera sorpresa del 2026, però, potrebbe nascondersi nel portafoglio: le ultime indiscrezioni parlano di un prezzo di partenza di 499 euro, un segnale forte che punta a rendere questo dispositivo il vero re della fascia media.
Uscita e prezzo competitivo
Segnatevi la data sul calendario: domani 18 febbraio 2026 Google dovrebbe ufficialmente alzare il velo sul nuovo arrivato. Se le voci diffuse da fonti affidabili come Winfuture verranno confermate, l’offerta di lancio sarà particolarmente ghiotta: la versione con memoria raddoppiata (256 GB) potrebbe essere venduta allo stesso prezzo di quella base. Un’ottima notizia per chi scatta molte foto e non vuole preoccuparsi dello spazio residuo.
Ma il vero “colpo gobbo” di Google riguarda la longevità. Il Pixel 10a arriverà con il nuovissimo Android 16 e riceverà 7 anni di aggiornamenti completi, sia per le nuove funzioni, sia per la sicurezza. Questo significa che il vostro smartphone sarà supportato e protetto fino al 2033. È un vantaggio enorme: solitamente, dopo tre o quattro anni, molti modelli della concorrenza iniziano a sentirsi “vecchi”, mentre il Pixel 10a continuerà a ricevere le ultime novità software proprio come gli smartphone più costosi. Per quanto riguarda il look, si potrà scegliere tra quattro tonalità: il classico nero (Obsidian), un delicato bianco/verde (Fog), un moderno blu/viola (Lavender) e un energico rosa/rosso (Berry).
Design e innovazioni tecniche
Il Pixel 10a diventa un pizzico più compatto e leggero rispetto al passato, fermando l’ago della bilancia a 183 grammi. La novità estetica più evidente, però, la troviamo sul retro: la storica “fascia” che ospita le fotocamere ora è completamente piatta, a filo con la scocca. Questo non è solo un vezzo estetico, ma una scelta pratica: il telefono non “ballerà” più quando lo appoggerete su un tavolo e sarà meno soggetto ad accumulare polvere negli angoli.
Sotto la scocca ecco il processore Tensor G4, affiancato da 8 GB di memoria RAM. Non è un processore pensato per battere record di potenza nei videogiochi più estremi, ma è progettato per far girare l’intelligenza artificiale di Google in modo fluido. La batteria mantiene una capienza generosa di 5.100 mAh, ma la vera svolta è nella velocità di ricarica: finalmente si passa ai 45 W via cavo. È un balzo in avanti notevole rispetto ai 23 W del modello precedente, che si traduce in tempi di attesa molto più brevi davanti alla presa di corrente.
Qualità dello schermo e fotografia
Lo schermo rimane uno dei pezzi forti del pacchetto. Parliamo di un pannello OLED da 6,3 pollici, protetto dal nuovo vetro Gorilla Glass 7i, molto più resistente ai graffi rispetto al passato. La frequenza di aggiornamento a 120 Hz assicura che ogni animazione, dallo scorrimento dei social alla navigazione su internet, risulti fluida come l’olio. Lo smartphone è inoltre certificato IP68, il che lo rende resistente all’acqua e alla polvere.
Sul fronte delle foto, Google ha deciso di non stravolgere la sua ricetta vincente. La fotocamera principale da 48 megapixel è dotata di stabilizzazione ottica, fondamentale per evitare foto mosse quando la luce scarseggia. Ad affiancarla c’è una lente grandangolare da 13 megapixel per catturare panorami mozzafiato o foto di gruppo. Anche se i sensori sono simili a quelli dell’anno scorso, la vera differenza la fa il software: gli algoritmi di Google riescono a tirare fuori dettagli e colori naturali che pochi altri smartphone in questa fascia di prezzo possono vantare.
Considerazioni finali
In un mercato dove i prezzi sembrano salire senza sosta, il Pixel 10a si presenta come una scelta di buon senso. Migliora nei punti giusti (velocità di ricarica, resistenza del vetro, design più pulito) e mantiene i punti fermi di valore, come il chip di sicurezza Titan M2 e l’innovativa funzione di chiamata d’emergenza via satellite. Se il prezzo di 499 euro dovesse essere confermato per l’Italia, ci troveremmo davanti a un dispositivo difficile da battere, capace di offrire un’esperienza premium a un prezzo accessibile.

