Il sottosegretario all’Economia Claudio Durigon ritiene che “potremmo risparmiare 2,5-3 miliardi di euro” fermando l’iniziativa del cashback di Stato fra pochi mesi

Il grande progetto del cashback di Stato, ideato e voluto dal governo Conte 2 come primo importante passo verso l’incentivazione dell’utilizzo dei pagamenti gtracciabili nella lotta all’evasione fiscale, potrebbe essere già al capolinea.

Al nuovo governo presieduto da Mario Draghi il paradigma piace poco, l’idea era già quella di accantonarlo o quanto meno cambiarne i connotati. Ora si va quanto meno verso una sospensione con l’obiettivo di dirottare risorse verso le urgenze, come nel caso del DL Sostegno che prevede aiuti alle aziende in difficoltà.

In una intervista al Messaggero riguardante la proposta di usare i miliardi del cashback per aumentare i ristori, Durigon ha spiegato:

«La mia proposta è di terminare la misura a luglio. Potremmo risparmiare 2,5-3 miliardi di euro che potremmo lasciare al Parlamento per rafforzare le risposte alle categorie in crisi nel decreto sostegni».

Quella di Durigon non è comunque la prima voce ad alzarsi contro il cashback all’interno delle fila della nuova maggioranza. Lo stesso Partito Democratico si è lasciata sfuggire la dichiarazione del suo ministro del Tesoro Antonio Misiani, secondo il quale «i 3 miliardi stanziati nel 2022 per il cashback è meglio dirottarli sui programmi di lotta alla povertà».

 

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