Apple si prepara ad aumentare i prezzi dei suoi prodotti. A confermarlo è stato direttamente il CEO Tim Cook, che ha spiegato come l’azienda non sia più in grado di assorbire l’impennata dei costi delle memorie e dello storage, componenti fondamentali per iPhone, Mac e iPad. La decisione arriva dopo mesi di pressioni sulla catena di approvvigionamento, alimentate soprattutto dalla crescente domanda di hardware destinato all’intelligenza artificiale.
La notizia rappresenta una svolta significativa per Apple, che negli ultimi anni aveva cercato di contenere gli aumenti trasferendo solo in parte i maggiori costi ai consumatori. Ora, però, secondo Cook, la situazione è diventata “insostenibile” e gli adeguamenti di prezzo appaiono inevitabili.
L’impatto dell’AI sui prezzi delle memorie
Alla base della decisione c’è la forte crescita della domanda di chip DRAM e NAND, utilizzati sia nei dispositivi consumer sia nei grandi data center dedicati all’intelligenza artificiale. Colossi come Amazon, Google, Microsoft e Meta stanno investendo centinaia di miliardi di dollari nelle infrastrutture AI, assorbendo una quota sempre maggiore della produzione mondiale di memoria.
Questo fenomeno ha provocato una vera e propria corsa alle forniture. I produttori di memorie, tra cui Samsung, SK Hynix e Micron, stanno faticando a soddisfare la domanda e i prezzi dei componenti hanno registrato aumenti record negli ultimi mesi.
Apple aveva già lanciato segnali d’allarme ad aprile, quando Cook aveva parlato di costi della memoria “significativamente più elevati” destinati a pesare sui risultati finanziari del gruppo nel corso del 2026.
Prodotti coinvolti e impatto economico
Cook non ha specificato quali dispositivi saranno coinvolti dagli aumenti né quando entreranno in vigore. Tuttavia, gli osservatori del settore ritengono che i futuri iPhone 18, i nuovi Mac e alcuni modelli di iPad siano i candidati più probabili.
Le stime elaborate dagli analisti indicano che il costo dei componenti di memoria per uno smartphone premium potrebbe essere aumentato di oltre tre volte rispetto all’anno precedente. In alcuni scenari, il prezzo di un futuro iPhone 18 Pro potrebbe crescere di circa 200-300 dollari rispetto alle generazioni precedenti. Si tratta però di proiezioni che Apple non ha confermato ufficialmente.
Un elemento che complica ulteriormente la situazione è l’evoluzione di Apple Intelligence. Le nuove funzionalità AI richiedono più RAM e maggiore capacità di archiviazione locale, aumentando ulteriormente la quantità di memoria necessaria in ogni dispositivo.
Strategia futura di Apple
Nonostante le difficoltà del mercato, Cook ha escluso l’ipotesi che Apple possa entrare direttamente nel business della produzione di memorie. L’azienda continuerà quindi a dipendere dai fornitori esterni, pur sfruttando la propria forza finanziaria per assicurarsi accordi di fornitura più vantaggiosi.
La mossa evidenzia come il boom dell’intelligenza artificiale stia producendo effetti ben oltre il software e i servizi digitali. L’esplosione della domanda di infrastrutture AI sta infatti modificando gli equilibri dell’intera filiera tecnologica, con conseguenze che iniziano a riflettersi direttamente sui prezzi pagati dai consumatori per smartphone, tablet e computer.
Per Apple, storicamente attenta a preservare la percezione di valore dei propri prodotti, l’ammissione pubblica di futuri rincari rappresenta un cambiamento importante. Fino a pochi mesi fa diverse indiscrezioni suggerivano che l’azienda fosse intenzionata ad assorbire gran parte dei maggiori costi per mantenere competitivi i propri dispositivi. Oggi lo scenario appare diverso e la pressione sul mercato delle memorie sembra aver superato la capacità dell’azienda di compensare gli aumenti.
Con la presentazione dei nuovi prodotti prevista per l’autunno, il settore attende ora di capire l’entità effettiva degli aumenti e quali categorie saranno coinvolte per prime.











