mercoledì, Gennaio 28, 2026

Dal 2 febbraio l’accesso a Pornhub nel Regno Unito cambia in modo sostanziale. Il sito di intrattenimento per adulti ha deciso di impedire la creazione di nuovi account, consentendo l’utilizzo della piattaforma solo a chi possiede già un profilo verificato. La scelta riguarda esclusivamente il mercato britannico ed è una risposta diretta all’inasprimento dei controlli introdotti dall’Online Safety Act, la normativa che impone verifiche più stringenti sull’età degli utenti.

La decisione di Aylo e l’effetto delle nuove regole

A confermare la linea adottata è stata Aylo, società che controlla Pornhub e altre piattaforme simili come YouPorn e Redtube, anch’esse coinvolte nello stesso provvedimento. Secondo l’azienda, il sistema di verifica dell’età richiesto dalla legge non starebbe raggiungendo l’obiettivo di proteggere i minori in modo efficace, producendo invece conseguenze inattese sul comportamento degli utenti.

I dati forniti dalla società indicano un calo molto marcato del traffico nel Regno Unito, stimato intorno al 77 per centodopo l’entrata in vigore dei nuovi controlli. Un andamento simile sarebbe stato registrato anche da altri siti per adulti, segnale di un impatto trasversale sull’intero settore. In parallelo, si è osservato un aumento delle ricerche legate a VPN e proxy, strumenti comunemente utilizzati per aggirare restrizioni geografiche e sistemi di verifica.

Il ruolo di Ofcom e le preoccupazioni sulla privacy

L’applicazione delle nuove regole è affidata a Ofcom, che ha il compito di vigilare sulla conformità delle piattaforme e, se necessario, applicare sanzioni economiche. Aylo attribuisce le criticità proprio al quadro normativo, ritenuto capace di favorire la crescita di siti meno trasparenti, in grado di attrarre traffico senza adottare adeguate misure di sicurezza.

Le critiche non arrivano solo dall’industria. Anche diverse associazioni impegnate nella tutela della privacy hanno espresso timori legati alla raccolta e alla conservazione dei dati sensibili richiesti per dimostrare la maggiore età. Il rischio, secondo queste organizzazioni, è che sistemi di verifica poco robusti possano esporre gli utenti a violazioni o utilizzi impropri delle informazioni personali, come già avvenuto in passato.

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