giovedì, Gennaio 8, 2026
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TIM e Fastweb + Vodafone: verso una rete 5G condivisa in Italia

TIM e Fastweb + Vodafone hanno avviato un percorso comune che potrebbe incidere in modo concreto sullo sviluppo del 5G in Italia. Le parti hanno infatti definito un accordo preliminare per collaborare sulla realizzazione delle reti di accesso mobile, adottando un modello di Radio Access Network sharing. Non si tratta ancora di un’intesa definitiva, ma di un passaggio formale che punta a porre le basi per una cooperazione strutturata, con l’obiettivo dichiarato di accelerare la diffusione della nuova generazione di reti mobili.

Un’intesa ancora soggetta a via libera regolatori

Il progetto prevede che l’accordo finale venga sottoscritto entro il secondo trimestre del 2026, ma prima sarà necessario ottenere una serie di autorizzazioni. Il dossier dovrà passare al vaglio del Ministero delle Impprese e del Made in Italy, dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Solo dopo il completamento di questo iter regolatorio la collaborazione potrà entrare nella fase operativa.

L’idea alla base dell’accordo è quella di superare il modello tradizionale, fondato su reti duplicate, per arrivare a un utilizzo più efficiente delle infrastrutture già presenti sul territorio. Un approccio che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe tradursi in una copertura più estesa e in tempi di realizzazione più rapidi.

Condivisione della rete, non delle strategie

Un punto che gli operatori hanno voluto chiarire riguarda il perimetro della collaborazione. La condivisione riguarda esclusivamente la rete di accesso radio, mentre restano separate sia la strategia commerciale sia le scelte tecnologiche di ciascun gruppo. In altre parole, TIM e Fastweb + Vodafone continueranno a competere sul mercato con offerte, servizi e politiche differenti, pur appoggiandosi in parte a un’infrastruttura comune.

Questo modello è già adottato in diversi Paesi europei e viene considerato una soluzione efficace per contenere i costi senza ridurre il livello di concorrenza.

Impatto ambientale e investimenti futuri

Nel comunicato ufficiale viene evidenziato anche il tema della sostenibilità. La riduzione del numero di nuove installazioni fisiche comporta un impatto ambientale più contenuto e una razionalizzazione delle risorse. Allo stesso tempo, il risparmio sui costi di implementazione potrebbe liberare capitali da destinare a nuovi investimenti sul 5G e sulle tecnologie future.

In un contesto più ampio, l’accordo viene presentato come un tassello a supporto della digitalizzazione del Paese e degli obiettivi fissati a livello europeo, con potenziali benefici per cittadini, imprese e territori.

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