Documenti riservati recentemente resi pubblici nell’ambito di importanti processi legali stanno gettando luce sulle strategie delle grandi piattaforme social nei confronti degli utenti adolescenti. Email, presentazioni e chat interne di aziende come Meta, Snap, TikTok e YouTube mettono in evidenza come queste compagnie abbiano riconosciuto il valore commerciale di conquistare gli adolescenti, pur essendo consapevoli dei potenziali rischi che un uso intensivo dei loro prodotti potrebbe comportare per i giovani utenti.
La strategia per conquistare i giovani
Secondo fonti, i documenti sono stati rilasciati nell’ambito di cause intentate da distretti scolastici e altri enti contro i giganti dei social media. Le accuse sostengono che il design dei prodotti avrebbe danneggiato gli utenti giovani. Documenti interni mostrano la volontà delle aziende di conquistare gli utenti fin da giovani. Un’email del 2016 destinata a Guy Rosen, dirigente della crescita a Meta, sottolinea come Mark Zuckerberg avesse identificato negli adolescenti una priorità assoluta per la compagnia.
Riconoscimento del potenziale dei più giovani
Google ha mostrato anch’essa interesse verso il pubblico giovane. Una presentazione del 2020 indicava che i bambini sotto i 13 anni rappresentano il pubblico Internet in più rapida crescita. Google ha anche riconosciuto che l’uso dei Chromebook da parte degli studenti a scuola aumenta la propensione futura degli stessi ad acquistare prodotti dell’azienda. Il portavoce di Google, Jack Malon, ha dichiarato che YouTube non fa marketing diretto alle scuole ma risponde alla domanda di contenuti di alta qualità dagli educatori.
Preoccupazioni per la reputazione
Le aziende non erano però estranee alle preoccupazioni sulla loro immagine pubblica legate alla presenza di utenti molto giovani sulle piattaforme. Meta, ad esempio, stava ampiamente valutando il lancio di Lifestage, un’app pensata per under-21, e ha discusso dei rischi di sicurezza e pubblicità negativa. La difficoltà di verificare l’età reale degli utenti suscitava preoccupazioni sulla capacità di protezione contro impersonificazioni e predatori.
Comportamenti a rischio
Le compagnie erano consapevoli anche di come i bambini utilizzassero piattaforme in maniera non appropriata. Uno studio commissionato da Snap nel 2017 ha riscontrato che il 64% dei ragazzi tra i 13 e i 21 anni dichiarava di usare l’applicazione a scuola. Documenti di TikTok del 2020 suggeriscono che molti giovani sanno di non dover avere un account, evidenziando la problematica degli utenti con età inferiore ai requisiti.
Sfide e strategie di mitigazione
Nelle loro comunicazioni interne, le aziende discutevano anche delle sfide specifiche che i giovani utenti affrontano sulle piattaforme e delle strategie per mitigare i rischi. Una presentazione di Snap del 2023 sottolinea la necessità di comprendere le percezioni sociali per migliorare le interazioni. Anche TikTok, in un documento del 2021, ammetteva l’uso compulsivo della piattaforma, spingendo per fornire strumenti che aiutassero gli utenti a gestire meglio il tempo passato sull’app.

