martedì, Gennaio 27, 2026
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Social media e adolescenti: strategie nascoste e pericoli svelati

Documenti riservati, recentemente divulgati in alcuni importanti processi legali, stanno gettando nuova luce sul rapporto tra le grandi piattaforme social e gli utenti minorenni. Come sottolineato da The Verge, infatti, email, presentazioni e chat interne di aziende come Meta, Snap, TikTok e YouTube, mostrano come queste compagnie abbiano riconosciuto il grande valore commerciale nel conquistare gli adolescenti, pur essendo consapevoli dei potenziali rischi che l’utilizzo intensivo dei loro prodotti potrebbe comportare per i giovani utenti.

Documenti legali e accuse

I documenti sono stati rilasciati come parte di una serie di cause intentate da distretti scolastici e procuratori generali statali contro i giganti dei social media. L’accusa è che il design dei loro prodotti avrebbe danneggiato gli utenti più giovani. Un giudice federale sentirà le argomentazioni per determinare la portata dei processi che inizieranno a giugno. Le comunicazioni interne mostrano quanto le aziende considerassero strategico conquistare gli utenti in giovane età.

Strategie delle aziende

Una email del 2016 indirizzata a Guy Rosen di Meta, rivelava che Mark Zuckerberg aveva deciso che la massima priorità per l’azienda nella prima metà del 2017 erano gli adolescenti. Si discuteva di un programma di ambasciatori adolescenti per Instagram e di una modalità privata per Facebook, sfruttando ciò che gli adolescenti apprezzavano degli account alternativi: audience più ristrette e profili privati. Google, in una presentazione del 2020, sottolineava i bambini sotto i 13 anni come il pubblico internet in più rapida crescita.

Rischi reputazionali

Le aziende erano consapevoli dei rischi reputazionali. Email del 2016 mostrano Meta mentre riflette sui rischi di sicurezza legati all’app Lifestage destinata agli under-21. I dipendenti valutavano i rischi di avvisare gli amministratori scolastici sul lancio dell’app, con il rischio di rovinare il “fattore cool”. Meta riconosceva la necessità di ritardare l’accesso dei preadolescenti a Facebook a causa di un crescente controllo esterno. Un documento di Google del 2018 citava i rischi di dipendenza dall’autoplay di YouTube, suggerendo di limitarlo di notte.

Utilizzo sotto l’età legale

Le compagnie erano a conoscenza di ricerche e aneddoti di bambini che utilizzavano le piattaforme al di sotto dell’età consentita. Un studio di Snap del 2017 rilevava che il 64% degli utenti tra i 13 e i 21 anni utilizzava l’app a scuola. In una chat del 2020 individuata nei documenti di TikTok, si evidenziava l’accesso alla piattaforma da parte di utenti sotto i 13 anni durante un evento pubblico.

Gestione dei rischi e benessere digitale

I documenti mostrano modi in cui le aziende consideravano le sfide per i giovani utenti e discutevano come mitigarle. Una presentazione di Snap descrive uno studio per identificare nuove opportunità per favorire interazioni positive su Snapchat. L’azienda suggeriva di disattivare i social media durante l’orario scolastico. Un documento di TikTok del 2021 riconosceva l’uso compulsivo della piattaforma e la necessità di fornire strumenti migliori per gestire il tempo speso su TikTok. Google, nel 2019, proponeva di disincentivare una crescita non allineata al benessere, riconoscendo che investire nel benessere digitale degli utenti sarebbe positivo per il marchio.

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