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USA annunciano armi spaziali: impatto e preoccupazioni globali spiegate

Gli USA ammettono armi spaziali in orbita per difendersi, creando preoccupazioni globali. Analizziamo le tecnologie e gli impatti sulla sicurezza.

Durante la conferenza Air, Space & Cyber tenutasi a National Harbor, nel Maryland, il Segretario dell’Aeronautica statunitense, Troy Meink, ha dichiarato che la Space Force dispone ora di armi di controllo spaziale in orbita in grado di difendere la forza congiunta da azioni ostili degli avversari. Questa rappresenta la prima ammissione pubblica di questo tipo da parte del Pentagono.

Meink ha chiarito che la dichiarazione è stata attentamente strutturata per servire da deterrente, facendo sapere ai rivali che un attacco ai satelliti americani provocherebbe una risposta. Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere: Pechino ha accusato Washington di fare preparativi per una guerra nello spazio, mentre Mosca ha rinnovato la richiesta di smilitarizzare l’orbita.

Caratteristiche e funzionalità delle armi spaziali

Il concetto di space control, come definito da Meink, copre un ampio spettro di operazioni sia offensive che difensive, comprese azioni con effetti cinetici e non, distribuite tra guerra orbitale, elettromagnetica e cibernetica. La Secure World Foundation classifica le armi controspaziali in cinque categorie.

I sistemi co-orbitali sono satelliti in grado di avvicinarsi ad altri per osservare, disturbare o spostare. Le armi ad ascesa diretta includono missili lanciati da terra che distruggono i bersagli per impatto. Nella guerra elettronica, sono utilizzati jammer per coprire segnali radio e spoofer per inviare dati falsi. Armi a energia diretta utilizzano laser o microonde per accecare sensori, mentre gli attacchi cyber colpiscono i sistemi di controllo dei satelliti.

Il crescente numero di armi spaziali

Manca un conteggio ufficiale del numero di armi in orbita, poiché nessuna nazione pubblica tali dati. Tuttavia, il rapporto 2026 della Secure World Foundation, basato su fonti aperte, indica che 13 paesi sono attivi in questo settore. Solo Stati Uniti, Russia e Cina dispongono di arsenali completi che vanno dalla guerra elettronica ai missili antisatellite fino ai sistemi a energia diretta.

L’Iran ha intensificato i suoi sforzi per disturbare i segnali, falsificando anche quelli di Starlink. Francia e Germania esplorano l’uso di laser per neutralizzare satelliti senza distruggerli. Per la maggior parte, queste capacità rimangono a terra, con poche armi fisicamente collocate in orbita.

Preoccupazioni legali e tecnologiche

Le informazioni sull’annuncio sono limitate e mancano dettagli su tipo, numero, data di lancio e risultati testuali delle armi spaziali. Il generale Stephen Whiting dello US Space Command ha riconosciuto che gli Stati Uniti devono ancora perfezionare il rilevamento, l’identificazione e la neutralizzazione delle minacce in orbita.

Il Trattato del 1967 proibisce armi nucleari e di distruzione di massa nello spazio ma non copre quelle convenzionali. Tentativi di estendere il divieto all’ONU sono stati bloccati dagli Stati Uniti e dal Regno Unito. Il trattato necessita probabilmente di un aggiornamento, dato l’orbita sempre più affollata di satelliti civili.

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