Canali
Social
378,7K
12,6K
228,2K
44K
10,1K
12,4K

Google Home apre agli agenti AI di terze parti grazie al protocollo MCP

Google vuole rendere la gestione della casa intelligente ancora più aperta all’intelligenza artificiale. L’azienda ha annunciato l’arrivo del supporto al Model Context Protocol (MCP) su Google Home, permettendo così di collegare alla piattaforma anche agenti AI sviluppati da terze parti.

La novità consentirà agli agenti compatibili di interagire con i dispositivi presenti nell’ecosistema domestico, consultare determinate informazioni e occuparsi delle automazioni. Si tratta quindi di un passo che va oltre i classici comandi vocali, soprattutto per le abitazioni nelle quali sono presenti numerosi prodotti connessi.

Google Home potrà comunicare con Claude e altri agenti AI

Il Model Context Protocol è uno standard introdotto da Anthropic nel 2024 e successivamente adottato, con diverse modalità, da numerose realtà impegnate nello sviluppo di servizi basati sull’intelligenza artificiale.

La sua integrazione permetterà a Google Home di comunicare con sistemi come Google Antigravity, Claude, Hermes e Open Claw. Google spiega che gli agenti potranno accedere in maniera sicura ai dispositivi compatibili e alla cronologia degli eventi della piattaforma Home.

Le possibilità sono numerose. Attraverso il linguaggio naturale sarà possibile, ad esempio, controllare cosa è accaduto in casa, consultare i riepiloghi prodotti dalle videocamere di sicurezza oppure impartire comandi direttamente ai dispositivi smart. MCP potrà essere sfruttato anche per realizzare dashboard personalizzate dedicate alla gestione della casa.

Il debutto sarà inizialmente limitato

Google prevede di rendere disponibile una prima versione della funzione in accesso anticipato nel corso delle prossime settimane. Almeno nella fase iniziale, però, l’utilizzo sarà riservato agli abbonati a Google Home Premium Advanced.

Negli Stati Uniti il piano ha un costo di 20 dollari al mese oppure 200 dollari all’anno.

L’apertura agli agenti esterni porta con sé anche alcuni interrogativi legati alla sicurezza. Alcuni esperti hanno infatti segnalato possibili criticità nelle implementazioni di MCP, soprattutto per quanto riguarda autenticazione e gestione degli accessi. Negli ultimi mesi sono stati inoltre registrati casi di violazioni e data breach collegati a implementazioni del protocollo che non disponevano di protezioni adeguate.

Per Google sarà quindi importante accompagnare le nuove possibilità offerte dall’AI agentica con controlli capaci di tutelare dati e dispositivi presenti nelle abitazioni.

Condividi questo articolo