Durante la navigazione online, il pulsante “Accetta” per i cookie è diventato un gesto quasi automatico. Tuttavia, è importante capire che consentire l’uso dei cookie non li espone automaticamente a criminali informatici. Il vero rischio si verifica quando un malware penetra nel dispositivo e copia i cookie già salvati nel browser. Questi piccoli file, progettati per richiamare preferenze, possono trasformarsi in una fonte di informazioni sulla vittima. Nei casi più gravi, i cookie rubati possono servire da chiavi temporanee per accedere a un account senza la password.
Il ruolo degli infostealer
Gli infostealer sono progettati per rilevare grandi quantità di dati sui dispositivi infettati. Secondo una ricerca di NordVPN, tra il 9 giugno 2025 e l’8 giugno 2026, sono stati individuati oltre 52 miliardi di record relativi ai cookie. Questi malware cercano informazioni memorizzate nei dispositivi infetti e le trasmettono agli aggressori. Un solo dispositivo compromesso può generare una quantità significativa di record di cookie, i quali superano di 4,6 volte le altre categorie di dati sottratti.
Come vengono utilizzati i cookie rubati
Il rischio maggiore riguarda i cookie di sessione. Questi cookie permettono a un sito web di riconoscere un utente senza richiedere nuovamente la password per ogni visita successiva. Se un aggressore entra in possesso di un cookie di sessione valido, può apparire al sito come l’utente legittimo, una tecnica nota come “dirottamento della sessione”. Di conseguenza, l’accesso risulta già autenticato e alla password potrebbe non essere chiesta. Questo problema non è isolato: i cookie sottratti sono stati rilevati in oltre 250 Paesi e territori, con l’Italia al ventesimo posto per volume, con 574 milioni di record identificati.
Consigli per proteggere i propri account
Per contrastare il rischio di furto dei cookie, è essenziale procedere con un logout globale dagli account e cambiare immediatamente le password. Inoltre, è fondamentale eseguire una scansione completa del dispositivo per rimuovere l’infostealer, che potrebbe continuare a raccogliere nuovi cookie. L’infezione da malware può spesso iniziare da download non sicuri, finti aggiornamenti software o allegati malevoli.






