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Paramount-Warner: l’Unione Europea approva la fusione da 111 miliardi, ma impone un vincolo

Arriva un passaggio importante per la maxi operazione che dovrebbe portare Warner Bros. Discovery sotto il controllo di Paramount. La Commissione Europea ha autorizzato l’acquisizione, valutata complessivamente circa 111 miliardi di dollari, equivalenti a oltre 95 miliardi di euro.

Il via libera di Bruxelles non è però incondizionato. Paramount dovrà rispettare un preciso impegno legato alla distribuzione cinematografica europea, così da evitare una concentrazione eccessiva del mercato dopo il completamento della fusione.

Paramount dovrà lasciare Universal International Pictures

La condizione stabilita dalla Commissione riguarda Universal International Pictures (UIP), joint venture attraverso la quale Paramount distribuisce attualmente i film Universal in diversi mercati europei.

Secondo le autorità europee, mantenere questa collaborazione dopo l’acquisizione di Warner Bros. Discovery avrebbe consentito al gruppo di gestire una parte particolarmente rilevante della distribuzione cinematografica.

Una concentrazione di queste dimensioni avrebbe potuto ridurre la concorrenza, influenzando le condizioni economiche applicate agli esercenti delle sale e producendo possibili conseguenze anche per i consumatori.

Paramount dovrà quindi abbandonare UIP entro 13 mesi dal completamento dell’operazione. Il vincolo non terminerà con l’uscita dalla joint venture: per i successivi dieci anni la società non potrà sottoscrivere nuovi accordi di co-distribuzione con Universal sul mercato europeo.

La fusione incontra ancora ostacoli

L’approvazione dell’Unione Europea non rappresenta la conclusione dell’iter. Nel Regno Unito, infatti, le autorità competenti stanno ancora esaminando l’acquisizione.

La situazione è più complessa negli Stati Uniti, dove una causa promossa da dodici Stati ha ottenuto una sospensione temporanea della fusione. Il prossimo passaggio è previsto per il 3 agosto, quando il tribunale dovrà decidere se prolungare il blocco attraverso un’ingiunzione preliminare.

Anche i tempi potrebbero diventare un problema per Paramount. Qualora il procedimento dovesse continuare oltre la fine di settembre, la società rischierebbe infatti di sostenere costi aggiuntivi per circa 6 milioni di euro al giorno.

L’autorizzazione europea elimina quindi uno degli ostacoli alla fusione, ma l’operazione rimane legata alle decisioni che dovranno ancora arrivare dagli altri mercati coinvolti.

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