Negli ultimi anni, superare l’esame teorico della patente è diventato per molti una sfida di ingegno tecnologico piuttosto che di studio del Codice della Strada. La diffusione capillare di dispositivi elettronici microscopici ha alimentato un mercato di truffe hi-tech: bottoni-spia con telecamere integrate, micro-auricolari magnetici difficili da individuare a occhio nudo e smartphone occultati. Una pratica illegale che si sta allargando a macchia d’olio.
La cronaca, non a caso, è piena zeppa di questi fatti. Sarebbero state scoperte anche vere e proprie bande di criminali specializzate nell’“aiutare” i candidati poco o per nulla preparati. La cifra richiesta per superare l’esame di teoria oscillava tra 1.000 e i 7.000 euro a persona.
Per porre fine a questo fenomeno — che mette a rischio la sicurezza stradale portando al volante persone prive delle nozioni base — il Ministero dei Trasporti è passato al contrattacco. Dopo gli stanziamenti della Legge di Bilancio 2025, la circolare 3098 del 30 gennaio 2026 segna la svolta operativa: l’installazione dei jammer in 130 aule della Motorizzazione Civile su tutto il territorio nazionale.
Funzionamento dei jammer
I jammer (letteralmente “disturbatori”) sono apparecchiature elettroniche progettate per inibire le comunicazioni wireless (3/4/5G, Wi-Fi, Bluetooth), creando una sorta di “bolla di isolamento” tecnologico. Il loro funzionamento si basa su un concetto fisico piuttosto semplice ma estremamente efficace: la saturazione delle frequenze.
Per comprendere come agiscono, bisogna immaginare che ogni dispositivo — sia esso uno smartphone, una microcamera o un auricolare Bluetooth — comunichi con l’esterno attraverso “canali” radio specifici. Il jammer interviene emettendo un segnale di disturbo sulla stessa identica frequenza del dispositivo che si vuole neutralizzare. Questo segnale, però, viene trasmesso con una potenza superiore, generando un rumore di fondo così intenso da sovrastare la comunicazione originale.
Ecco i passaggi chiave della loro azione:
- Saturazione del segnale: Il ricevitore (ad esempio, lo smartphone del truffatore) non riesce più a distinguere il segnale “pulito” proveniente dalla cella telefonica o dal complice, perché viene letteralmente sommerso dal segnale di disturbo emesso dal jammer.
- Interruzione del “Handshake”: Impedendo lo scambio di dati iniziale tra il dispositivo e la rete, il jammer impedisce l’aggancio a internet o ai segnali GPS, Bluetooth e Wi-Fi.
- Neutralizzazione dei dati: Anche se un dispositivo riuscisse a captare una parte del segnale, i dati risulterebbero così corrotti e frammentati da essere inutilizzabili. In questo modo, le immagini di una microcamera non vengono inviate e i suggerimenti vocali nell’auricolare si trasformano in un fruscio indistinto.
Tutele per la sicurezza e la salute
L’efficacia dei jammer è tale da poter interferire non solo con i telefoni, ma con qualsiasi strumento elettronico sensibile. Per questo motivo, la nuova normativa prevede rigide tutele per i soggetti fragili. Le onde emesse potrebbero infatti disturbare il corretto funzionamento di apparecchiature salvavita o elettromedicali, tra cui:
- Apparecchi acustici e protesi digitali.
- Sistemi di monitoraggio del glucosio o della pressione arteriosa.
- Holter cardiaci e rilevatori di crisi epilettiche.
Tutti i candidati portatori di tali dispositivi, saranno esentati dal sostenere l’esame nelle aule schermate. Lo stesso principio di precauzione si applica alle donne in gravidanza. Le autoscuole dovranno comunicare preventivamente i nominativi dei candidati che necessitano di turni senza jammer. La documentazione deve attestare l’uso di apparecchiature mediche sensibili o condizioni di fragilità; in caso contrario, sarà impossibile procedere con la prenotazione o sostenere l’esame.

