La Cina ha un obiettivo chiaro: rendere le interfacce cervello-computer accessibili a tutti. Mentre il mondo è affascinato dalle innovazioni di Neuralink di Elon Musk, l’industria cinese delle BCI sta silenziosamente guadagnando terreno, passando dalla fase di ricerca a quella produttiva. Questo cambiamento è favorito da una serie di fattori tra cui la sinergia tra startup e supporto politico, nonché l’integrazione nel sistema sanitario nazionale.
Piani e investimenti governativi
Il progresso cinese nelle interfacce cervello-computer è il risultato di una strategia governativa definita. Nell’agosto 2025, il Ministero dell’Industria ha lanciato una tabella di marcia con l’obiettivo di raggiungere importanti traguardi tecnici entro il 2027. Per finanziare questi sviluppi, è stato istituito un fondo di 11,6 miliardi di yuan, annunciato alla Shenzhen BCI Expo. Un punto distintivo della strategia cinese è l’accelerazione dell’adozione di queste tecnologie attraverso la regolamentazione precoce dei prezzi dei servizi medici BCI in alcune province.
Tecnologie emergenti e sfide etiche
Le startup cinesi di BCI stanno competendo con leader statunitensi adottando metodi innovativi. Si stanno sviluppando interfacce impiantabili flessibili e tecnologie non invasive, insieme a nuovi approcci come ultrasuoni e metodi di imaging avanzati. Tuttavia, la rapida crescita di questo settore in Cina affronta la sfida di dover armonizzare gli standard etici e regolatori con quelli internazionali.

